Il progetto di un Comprensorio sciistico dell’Alta Valle Seriana, (sottoscritto da Provincia di Bergamo, Comunità Montana Valle Seriana Superiore, Comunità Montana Valle di Scalve e dai Comuni di Ardesio, Colere, Gromo, Oltressenda, Schilpario, Valbondione e Vilminore di Scalve) si sviluppa su di un'area di particolare pregio ambientale, già inserita nel Sito di Importanza Comunitaria IT2060005 all’interno della Direttiva Habitat della Comunità Europea. L’organismo responsabile della gestione del sito è l'Ente Parco delle Orobie Bergamasche. Questo primo progetto (2008) prevede la realizzazione di piste, impianti di risalita, sistemi di innevamento artificiale, strade di servizio ecc. ecc. che così si possono sintetizzare:
Da Colere verso Lizzola due impianti risalgono la Valle Conchetta per portarsi al di sotto del Pizzo di Petto e del M.Vigna Vaga; impossibilitati a scollinare naturalmente si bypassa questa impervia zona rocciosa mediante un tunnel con tapis-roulant, i cui imbocchi si troveranno nel ghiaione (potete immaginare che scempio sui delicati macereti così preziosi per la flora pregiata!); si sbuca così verso il Lago Spigorel (progetto di impermeabilizzazione) e da lì verso lo Sponda Vaga per unirsi alle piste che già scendono verso la Val Sedornia da Lizzola costruite nel 2006 (il tutto con piste di 30 metri di larghezza, scassi per togliere asperità rocciose, ecc.).
Da Colere scende verso Teveno un impianto dalla Valle Conchetta.
Dagli Spiazzi di Boario a Lizzola: dalla Baita Alta di Vodala su per il Timogno, poi giù alla Baita di Rigada, poi su al Passo degli Omini, tra saliscendi intorno alla località Foppana e quindi ancora verso i già esistenti impianti della Valle Sedornia; è stato calcolato che dagli Spiazzi occorrono circa 50 minuti solo con gli impianti per arrivare a Foppana.
Il tutto per un totale 30 Km. di piste.
Le opere di messa in sicurezza dei versanti, le opere di protezione, la larghezza minima da garantire per le piste e le strade di servizio non possono che richiedere pesanti interventi di scasso e spostamento di suoli che nessuna opera di ripristino o compensazione faunistica, floristica e vegetazionale potrà mai più bilanciare in termini di impatto ambientale.
La situazione, assai critica, si può così riassumere:
· l’area minacciata dal progetto è di altissimo pregio paesaggistico e floristico. Va ricordato che qui sono presenti 12 specie vegetali elencate nella LISTA ROSSA Italiana, 6 specie strettamente orobiche tra cui Linaria tonzigii Lona (specie elencata nell'Allegato II della Direttiva 92/43/EEC per cui sono stati individuati i Siti di Importanza Comunitaria), e circa 50 specie endemiche tra insubriche, alpine, sud alpine, est-alpine, cioè specie non presenti nel resto del mondo se non in questi ristretti areali. Questa zona non a caso è già inserita nel Sito di Importanza Comunitaria IT2060005 all’interno della Direttiva Habitat della Comunità Europea.
· per ogni progetto all’interno dei SIC è previsto un iter valutativo di impatto ambientale molto complesso che dovrebbe garantire la salvaguardia da progetti di questo tipo (sono previste eccezioni solo per motivi imperativi di rilevante interesse pubblico legati cioè esigenze connesse alla salute dell'uomo e alla sicurezza pubblica o ad esigenze di primaria importanza per l'ambiente); resta il fatto però che l’Alta Valle Sedornia, inserita nel SIC , è già stata aggredita pesantemente nel 2006 con la costruzione della "Pista del Sole".
· Nel progetto sono sottostimate le problematiche legate all’innevamento artificiale dovute alle scarse precipitazioni degli ultimi anni; la zona inoltre è a carattere carsico con scorrimento superficiale delle acque quasi nullo e pertanto i prelievi saranno necessariamente effettuati a fondo valle.
· La tendenza ad un generale rialzo climatico è un dato ormai assodato dalla comunità scientifica.
· Oltre ai gruppi fondatori di OROBIEVIVE, alcune Università italiane e privati cittadini si stanno già muovendo in vario modo per far conoscere alla popolazione e agli Amministratori del territorio gli aspetti critici e negativi del progetto e per fermarlo.
OROBIEVIVE ha promosso nel 2009 un appello per il "NO AL COMPRENSORIO SCIISTICO VAL SERIANA-SCALVE " che si è chiuso con oltre 1800 persone firmatarie -Totale: 30.000 e-mail spedite. |